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Grazie mille Ministro ma la carità non la vogliamo. Lettera aperta del Segretario provinciale dei Giovani Democratici della Provincia, Matteo Bitti “Ai giovani 500 euro al mese”, grazie Chiarissimo Ministro ma io rifiuto di ricevere la carità.So che questa potrebbe essere solo una provocazione, ma rimane comunque un insulto, la colpa delle difficoltà che i giovani riscontrano nell’ uscire di casa e prendere il volo non è certo dei nostri genitori e tanto meno la nostra. Noi , under 30 non chiediamo 500 euro al mese per essere indipendenti, non chiediamo un lavoro, non chiediamo agevolazioni vogliamo solo che il sistema Italia ci metta in condizione di metterci in gioco, di poter misurare quanto valiamo,solo sulla base delle nostre capacità e della nostra voglia di rischiare e di tentare strade nuove.
La sua è solo una proposta demagogica, il nostro è un paese fermo socialmente, è un paese dove solo il figlio di un avvocato sarà un avvocato, solo il figlio di un architetto sarà architetto, solo il figlio di un farmacista sarà un farmacista e non c’è dubbio che il figlio di un operaio possa fare solo l’operaio.Con queste affermazioni non voglio aprire la solita discussione sull’immobilismo sociale del nostro paese, ma voglio aprire una riflessione vissuta sulla mia pelle, anzi sulla pelle dei miei amici. Ragazzi pieni di energie e di sogni, ai quali capita che un giorno il padre torni a casa con un avviso di cassa integrazione , e lui non dice loro che non può permettersi di farli studiare, non lo farebbe mai, ma dagli occhi capiscono che non possono lasciare la famiglia in difficoltà e allora cosa fanno?Iniziano a cercare lavori che possano permettergli di mantenersi agli studi e non pesare sulla propria famiglia, ma questo inevitabilmente va a influire sulla durata degli studi.Contemporaneamente figli di agiate famiglie si possono magari permettere di ritardare i propri studi sapendo già che il loro destino è ormai scritto, i genitori hanno predisposto il loro avvenire. E i suoi 500 euro in questi casi cosa posso risolvere? Parallelamente parliamo anche di un sistema universitario, che non premia più realmente il merito da una parte e che è rimane soffocato da riforme e controriforme che creano soltanto confusione e che inevitabilmente vanno a influire sulle tempi della laurea.Brunetta si considera anche un grande economista, ma evidentemente non ricorda bene il meccanismo degli incentivi, perché oltre a essere uno sberleffo, i 500 euro mensili sono addirittura un disincentivo all’ingresso nel mondo del lavoro. In conclusione noi giovani e studenti chiediamo non solo al ministro Brunetta ma all’intera classe politica, una scuola e un’università che premi il merito e un sistema delle professioni e del lavoro che ci faccia partire tutti dallo stesso livello, non egualitarismo ma uguaglianza di possibilità.Ministro che incentivo ho a correre i 100 metri se so che gli altri hanno già alla partenza 10 metri di vantaggio? E’ inutile che lei provi ad inclinare la pista, i 10 metri di vantaggio rimangono e anzi ci tolgono altra voglia di correre. Matteo Bitti, Segretario provinciale Giovani Democratici Provincia Ancona
La proposta del Ministro Brunetta di dare 500 euro mensili ai giovani, è una boutade per provare a rimediare alla gaffe sui “bamboccioni” di qualche giorno fa. Sorprende davvero la superficialità con la quale il Ministro stesso affronta la questione dell’autonomia delle giovani generazioni. Il nostro è stato tra gli ultimissimi paesi in Europa a non avere un Ministero per le Politiche giovanili, gap colmato nel 2006 dal Presidente Romano Prodi.In parte i ritardi nazionali sono stati compensati dagli Enti Locali alcuni dei quali, come la Regione Marche, hanno avuto il merito di provare a sviluppare politiche a sostegno del rafforzamento dell’autonomia e della libertà dei più giovani.Il tema tuttavia c’è. Occorre rimettere le nuove generazioni al centro delle politiche di rilancio del nostro Paese, sbloccando il loro accesso al lavoro, alla formazione, alla casa, alle tecnologie digitali, alla cultura, alla politica. In poche parole, il loro accesso al futuro. Occorre evitare che la flessibilità si trasformi in precarietà senza fine e favorire l’accesso dei giovani alla casa. E’ quanto fa dalla Regione Marche ad esempio con i buoni casa fino a 30.000 euro per giovani coppie e con il fondo di garanzia per i mutui per la prima casa. Per il PD è prioritaria una seria politica di social housing per giovani e giovani coppie e anche sgravi fiscali per quanti affittano case ai ragazzi. Emanuele Lodolini, Segretario provinciale PD
I Giovani Democratici ed il PD della provincia di Ancona faranno stampare Banconote di cartone da distribuire davanti a scuole, universita', luoghi di aggregazione giovanile della provincia di Ancona. E', questa, l'iniziativa dei “Giovani democratici” della provincia di Ancona, per rispondere alla proposta del ministro Renato Brunetta di destinare ad ogni giovane italiano una somma di 500 euro prelevata dalle pensioni di anzianita'. A distribuirli saranno sia i militanti dell'organizzazione giovanile del Pd che i militanti senior. ''Sul retro delle banconote – spiegano Matteo Bitti ed Emanuele Lodolini, segretari provinciali dei giovani democratici e del PD - presenteremo alcune proposte per le prossime elezioni regionali. Brunetta pensa che una paghetta basti a soddisfare le esigenze dei giovani italiani e cerca di contrapporre tra di loro pezzi di societa' che hanno gli stessi problemi. Noi rifiutiamo lo scontro tra le generazioni: vogliamo essere i protagonisti del nostro presente e non gli assistiti di un modello sociale incapace di dare risposte moderne''. Servono, per i giovani del Pd, risorse per ''ammortizzatori sociali adatti al nuovo mercato del lavoro''; ''forti investimenti per liberare le energie giovanili, soprattutto attraverso la formazione e la conoscenza; fondi ''per favorire nuove politiche degli affitti a basso costo e per stimolare la mobilita' abitativa''. |