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Martedì 9 marzo alle ore 17 presso il Centro Docens Consorzio Zipa di Jesi (viale dell'industria 5) si terrà una conferenza pubblica del Partito Democratico il cui titolo è "SISTEMA AGROALIMENTARE E PAESAGGIO RURALE: UN PATRIMONIO PER IL FUTURO DELLE MARCHE". A Coordinare l'incontro sarà Emanuele LODOLINI, Segretario provinciale Pd. Dopo i saluti di Fabiano BELCECCHI, Sindaco di Jesi, introdurrà la conferenza la relazione di Aldo CURSI, Forum Agroalimentare delle Marche. Interverranno poi: Giancarlo SAGRAMOLA, Vice Presidente Provincia Ancona, Ferdinando AVENALI, Area tematica agricoltura PD, Paolo PETRINI, Assessore Agircoltura Regione Marche. Le conclusioni saranno affidate al sen. Palmiro UCCHIELLI, Segretario regionale PD Marche. La conferenza è promossa dal Pd Unione Regionale Marche, Forum Agroalimentare, pesca, mondo rurale PD Marche, PD provincia Ancona. La cittadinanza è invitata a partecipare
PROGRAMMA PER IL GOVERNO DELLA REGIONE MARCHE Legislatura 2010/2015 A CURA DELL'AUTONOMIA TEMATICA E FORUM PD AGROALIMENTARE Premessa L'Agricoltura, come settore economico ed alimentare, la nuova ruralità, l’ evoluzione dell’ imprenditoria rurale costituiscono per il centrosinistra un elemento portante per lo sviluppo strategico delle Marche. Questo settore, così importante per la comunità marchigiana, è oggi chiamato a fare i conti con scenari a livello di politiche Mondiali e Comunitarie, che ne mettono in discussione gli attuali equilibri imponendo una ridefinizione del suo ruolo e di nuove strategie per cerare valore aggiunto ed i redditi per i suoi addetti. In questa situazione, è importante un ruolo forte ed autorevole delle istituzioni: in particolare del governo nazionale e delle stesse Regioni che mettano al centro della propria agenda politica la difficile situazione del mondo rurale complessivamente inteso. Un ruolo che deve essere giocato sia nel contesto Mondiale, che in quello europeo dove nei prossimi mesi si andranno a delineare meglio le scelte della PAC post-2013. L'aumento della popolazione ed i mutamenti climatici nel mondo infatti, determineranno un aumento della domanda alimentare e l’esigenza di un modo diverso di produrre energia tali da riproporre l'interesse, anche politico, per l'Agricoltura quale settore che produce beni di primaria importanza. Il governo di Centro-Destra non è mai stato e continua a non essere, un valido punto di riferimento per il mondo agricolo; sta sottovalutando la crisi del comparto, i pochi provvedimenti presi fino ad oggi hanno caratteristiche congiunturali e non incidono significativamente sulla crisi, la legge finanziaria 2010 ha ridotto piuttosto che aumentato le risorse destinate all’ agricoltura. Così come continua ad essere del tutto marginale la capacità del Governo nazionale di incidere sulle scelte europee, esponendo il settore alla imprevedibilità del corso dei prezzi ed a forme di concorrenza sleale anche all’ interno della stessa UE allargata. Un primo obiettivo strategico da porsi è quindi proprio quello di accrescere il ruolo ed il protagonismo delle Istituzioni a partire dalla valorizzazione della conferenza Stato-Regioni. L’ Agricoltura e le Marche La questione Agricola e Forestale non può non essere uno degli assi strategici della Piattaforma Politica e Culturale, per l'uscita dalla crisi e per uno sviluppo qualificato del Sistema Marche. L'Agricoltura e la Forestazione, indipendentemente dall’ incidenza che attualmente hanno sull’ occupazione e sul PIL della Regione, assumono nei fatti una funzione cruciale e di carattere generale, di tutela e salvaguardia del territorio, a partire dalle aree montane e svantaggiate, dell'ambiente, per una sana alimentazione, questione che merita maggiore attenzione vista la costante crescita delle malattie da squilibri alimentari fra i marchigiani, a partire dall'obesità dei bambini. Tutte risorse fondamentali per l'ulteriore miglioramento della qualità della vita ma che possono ravvisarsi importanti anche per un diverso e qualificato sviluppo di cui necessita anche la Regione Marche. Il centrosinistra dovrà coerentemente valorizzare il sempre riaffermato interesse della società marchigiana e dei consumatori in particolare, per la qualità, la certificazione, la tracciabilità dell'origine delle produzioni alimentari e la salubrità degli alimenti, così come quello ancor maggiore per la qualità dell’ambiente naturale. Pensiamo quindi al consolidamento di un’agricoltura che si indirizza con determinazione verso una strategia di valorizzazione delle specificità territoriali, di cui è ricchissima la nostra Regione, anche attraverso la conservazione e la valorizzazione delle biodiversità vegetali ed animali, di cui l'agricoltura è sempre stata ricca, verso le esigenze di tutela ambientale e di sempre migliore garanzia sulla qualità e salubrità delle produzioni. Il programma elettorale per la legislatura 2010 – 2015 quindi, anche per quanto riguarda la politica Agricola e Forestale, sarà imperniato su una coerente evoluzione di quanto di positivo è stato fatto negli anni dai precedenti Governi di centrosinistra, a partire dalle linee strategiche del PSR 2007/2013 ed aggiornato con incisivi indirizzi finalizzati ad aggredire, per quanto possibile dalla Istituzione regionale, le cause che hanno determinato il precipitare della crisi agricola agli attuali livelli di complessità. Idee per lo sviluppo In un quadro di condivisione sulla validità delle politiche regionali, alcuni punti in particolare saranno di forte riferimento per l'azione del Governo Regionale: - intensificare il processo di incentivazione delle produzioni tipiche e di qualità, di tutela e recupero della biodiversità, dei sistemi colturali del biologico, di processi produttivi che riducano l'utilizzo della chimica anche nell'agricoltura convenzionale; - va tenuta ferma la politica agricola OGM-Free a difesa delle produzioni tipiche regionali e pertanto è importante prevenire la diffusione degli OGM nei nostri territori. - la zootecnia da carne e da latte rimane fondamentale sia come produzione in se che come risposta produttiva alle zone di alta collina e montagna. - sviluppare una più efficace politica per le produzioni agricole nei parchi e nelle aree protette; - prestare maggiore attenzione, negli investimenti, a favore della forestazione e della montagna sia come elemento di stabilizzazione idrogeologica, che di incentivazione della filiera agro-energetica con la utilizzazione di biomasse di origine forestale. - proseguire nello sviluppo di politiche finalizzate a favorire un’ accelerazione del ricambio generazionale in atto e reso evidente dal successo dei bandi del P.S.R. 2007/2013, finalizzati al questo scopo; - sostegno ai processi di ammodernamento ed aumento dimensionale delle imprese agricole per renderle più efficienti ed in grado di affrontare con pari dignità i livelli di concorrenzialità, scanditi dai processi di internazionalizzazione in atto, a partire dall’ allargamento dell’ Unione Europea; in questo ambito un ruolo importante lo ha l'associazionismo, la cooperazione, le organizzazioni dei produttori, le politiche di filiera lunga corta a seconda degli obbiettivi che si intendono perseguire. Nell’ ambito di questi indirizzi generali è urgente individuare azioni forti in grado di affrontare il problema dei problemi, che si è aggravato in particolare in questi ultimi anni: l’ insufficiente reddito degli operatori agricoli.I punti salienti su cui far leva si possono così sintetizzare: - rafforzamento delle politiche di filiera: in un contesto di debolezza contrattuale nell’ ambito della filiera un recupero del valore aggiunto di filiera a favore degli agricoltori è possibile solamente attraverso provvedimenti che incentivino l’ aggregazione degli agricoltori in filiere produttive dove il potere contrattuale sia notevolmente accresciuto ed in grado di incidere significativamente sui meccanismi di formazione dei prezzi con migliore redistribuzione del valore aggiunto. Nelle Marche, per la sua rilevante presenza negli ordinamenti colturali, è fondamentale la promozione della filiera cerealicola. Al fine di favorire il pieno coinvolgimento degli operatori agricoli è importante che la regione promuova una cabina di regia attivando tavoli di filiera dove tutti i soggetti protagonisti possano confrontarsi, con pari dignità.- maggiore ruolo alla mutlifunzionalità: la possibilità per gli agricoltori di integrare il proprio reddito attraverso attività connesse ha sicuramente favorito il permanere nelle campagne marchigiane di un insediamento antropico più diffuso; in particolare l’ agriturismo rappresenta uno dei punti più alti e significativi della multifunzionalità con il quale una parte consistente del patrimonio edilizio rurale è stato recuperato, il nostro paesaggio è stato valorizzato, i redditi degli operatori agricoli sono stati utilmente integrati. Rispetto alle esperienze positive e consolidate in atto l’ approccio multifunzionale va ulteriormente rafforzato con nuove opportunità. Gli operatori agricoli possono rappresentare inoltre un interlocutore imprenditoriale importante nelle attività connesse alla manutenzione del territorio ( viabilità rurale, corsi d’ acqua, vegetazione arborea ed arbustiva naturale, ecc.) e nelle aree interne anche attività servizi sociali di base per conti degli Enti locali. L’ esigenza irrinunciabile di trovare un modo diverso di produrre energia per frenare il crescente inquinamento atmosferico da gas serra e contrastare i cambiamenti climatici infine, può vedere il mondo agricolo impegnato nell’ affermazione di un nuovo modo di produrre energia da fondi rinnovabili ( biomasse, solare, eolico, ecc.) calibrato sull’ effettivo fabbisogno del territorio di riferimento, contribuendo a realizzare una inedita forma di federalismo energetico, elemento centrale di un più grande sforzo dell’ intera comunità marchigiana protesa nell’ arco temporale dei prossimi dieci anni ad avvicinare se non raggiungere l’ autosufficienza energetica.- ricerca e sperimentazione: non c’è innovazione e miglioramento della produttività senza una ricerca qualificata; nell'ultima legislatura la collaborazione Università, Regione e Assam è aumentata. E’ necessario un ulteriore sforzo di coordinamento e l’ attivazione di sinergie più efficaci finalizzate a ridurre la frammentarietà del sistema e la parcellizzazione delle risorse. Per questo è importante promuovere un coordinamento regionale della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico nel settore agro-alimentare in grado di indirizzare le risorse verso le importanti esigenze di innovazione del sistema produttivo; parte importante di questo sforzo va indirizzato verso la messa a disposizione di tutti le cose che vengono studiate. Nei prossimi mesi ci attende un grande sforzo, forse il più grande, in questo impegno è importante che gli operatori agricoli siano accompagnati da una pubblica amministrazione sempre più vicina “più amica del mondo agricolo”. Sicuramente alcuni passi avanti sono stati fatti ma è ancora necessario un ulteriore sforzo volto alla semplificazione delle procedure, ad un approccio al decentramento amministrativo non ideologico, ma come strumento di effettivo snellimento del rapporto degli operatori agricoli e P.A.. Questo progetto di ulteriore evoluzione del settore agricolo, per la sua rilevanza, richiede un impegno straordinario di tutte le componenti agricole: dal mondo delle imprese singole, associate e della cooperazione, a quello delle professioni agricole sindacali, del lavoro, della formazione al sistema bancario e naturalmente delle Istituzioni regionali e locali. Questo impegno è utile spenderlo fin da subito con una conferenza agraria regionale, da svolgere nei primi sei mesi della legislatura, che definisca un programma dettagliato e condiviso dalle istituzioni e dal mondo agricolo, su obbiettivi prioritari da realizzare durante la legislatura, sui quali far confluire prioritariamente le risorse Comunitarie, Nazionali e Regionali. |